Civiltà Moche

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Statue in ceramica che rappresentano un  sacerdote  moche, con servi e guardie.
La civiltà moche o mochica  sono una civiltà sviluppata in Perù lungo il rio Moche nel deserto della costa nordoccidentale, nelle attuali provincie di Lambayeque, La Libertad e piccole tracce in Piura.

I ricettatori hanno scoperto le origini dei primi Moche risalgono al 100 A.C. o al 1 D.C. e attribuiscono la durata della civiltà mochica oltre a 7 secoli.

La cultura moche e stata divisa dal archeologo peruviano Rafael Larco Hoyle in 3 periodi storici;

il primo periodo moche è quello che si rappresenta in una serie di gruppi indipendenti che abitavano ciascuno nella propria valle.

Durante la terza fase i moche elaborarono un unità politica dove al vertice stavano i sacerdoti considerati semidei, e iniziarono un processo di espansione a partire dalle valli di Moche e Chicama.

La quinta intorno al VI secolo D.C. ci fu decadenza dei mochica dovuto a cause naturali e alla nascita del potente stato Huari.

Le ceramiche moche erano principalmente di colore rosso o arancio e in alcuni casi nero.

La maggior parte delle ceramiche mochica chiamate “Huacos” sono statuette che rappresentano vari personaggi che fanno vita quotidiana come caccia, pesca e scene di combattimento o sacrifici umani agli dei.

Molte ceramiche dei mochica si trovano nel museo peruviano di Tumbes Reales Di Sipàn che si trova a Lambayeque.

la ceramica dei Moche e esposta nel museo di Lima ma e vietato ai minori, perché; Il motivo di questo divieto è molto semplice: abili ceramisti e scultori i Moche rappresentavano nella loro arte gli aspetti più importanti della loro vita che, gira gira, ruotava quasi esclusivamente sul sesso. E non si tratta delle normali raffigurazioni falliche connesse ai rituali di fecondità che troviamo in tutte le civiltà del passato: qui il sesso si allarga a pratiche completamente diverse e ad ampio raggio, che comprendono rapporti orali, anali , masturbatori e orge di gruppo e che abbracciano non solo la sfera umana ma anche quella animale , riuscendo ad arrivare perfino agli Dei. Una vera esplosione di sesso in cui gli aspetti goderecci si incrociano pericolosamente con perversioni vere e proprie e che purtroppo degradano verso pratiche estreme , in cui il sado-masochismo scivola nell’omicidio. 

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una tipica scultura Moche rappresentante il sesso. 

IL famoso archeologo Maximo Terrazos, che più di 50 anni fa scoprì e catalogò le 1500 ceramiche nascoste in un seminterrato del Museo di Lima, riferisce di essere rimasto profondamente sorpreso e inorridito alla vista dell’ intera produzione. Tutti quei vasi, i boccali, i gioielli prelevati dai sarcofaghi ritraevano in pratica scene porno, tra cui spiccavano accoppiamenti con ranocchie ed ermafroditi ma anche con neonati e..scheletri. Proprio così: privato quasi del tutto della naturale componente fecondatoria il sesso, tra i Moche, si colorava di necrofilia, pedofilia e assassinio rituale, che venivano raffigurati nei minimi dettagli e senza tradire alcuna pietà.
Alcune di queste pratiche erano talmente abominevoli che perfino i maya e gli aztechi che pure utilizzavano i sacrifici rituali su larga scala, le vietarono rigidamente.
Gli scienziati e gli storici si sono interrogati a lungo sulle motivazioni profonde di queste perversioni, che costituivano un fenomeno di massa ben regolamentato tra i Moche e che riguardavano tutte le classi sociali, senza distinzione di età, di sesso o di condizione fisica.
Oggi quello che sappiamo della loro cultura è tutto racchiuso nell’ arte pittorica e scultorea, giacchè questo popolo ignorava completamente la scrittura. Il quadro risultante è spaventoso: si trattava di una civiltà dominata e oppressa da un potere assoluto rappresentato non specificatamente da un Re bensì da Sacerdoti – Guerrieri , strettamente imparentati con Dei oscuri dalle sembianze bestiali.
La divinità principale, ad esempio, era l’ambiguo Ai Paec, che in origine nasce come dio del sole dispensatore di luce e di fertilità ma che in una fase successiva discende negli Inferi per combattere contro le divinità marine, in particolare contro i polipi e i frutti di mare che in ogni religione arcaica rappresentano la fecondità e le forze oscure che dirigono il concepimento.

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la decapitazione di un prigioniero da parte di un sacerdote Moche.

Il Dio ne esce vittorioso ma trasmutato: la corruzione con la materia lo ha reso distruttore e assetato di sangue, definitivamente dominato dal perverso rapporto sesso-morte che genera nell’uomo una profonda e peccaminosa eccitazione. Perduta o accantonata l’ immagine celeste Ai Paec diventa ” IL boia, l’ Assassino “, e conduce l’ uomo ad azioni lascive che, tuttavia, nascondono dentro di se il germe della resurrezione. Per i Moche la sessualità portata all’ estremo e in comunione con gli altri liberava enormi quantità di energia in grado di stendere un ponte di comunicazione tra la sfera umana e quella celeste, e permettendo all’ umanità di raggiungere gli Dei. Il sesso privato degli orpelli socio- culturali e ricondotto alla sua natura bestiale permetteva all’ individuo di raggiungere l’ eccitazione suprema e di liberarsi dalle catene della dimensione terrena.

Nel corso degli ultimi anni si sono trovate importanti sepolture del popolo moche, dove il defunto mummificato che era normalmente un sovrano, un sacerdote o un nobile veniva sepolto insieme a una serie di accompagnatori sacrificati al momento della sua morte.

Le piramidi Moche più conosciute sono i templi terrazzati come la Huaca Del Sol costruita nel 450 D.C. alta 41 metri (si pensa che in origine era alta 50 metri) e l’altra la Huaca Del La Luna che era usata come lungo di sacrifici umani.

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piramide Moche chiamata Huaca del Sol.

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