LA PREISTORIA AMERICANA

la questione su quando e come le Americhe furono popolate è una di quelle faccende sulle quali volentieri gli studiosi si azzuffano.

si badi bene che si è precisato “quando e come” perché volendo c’è tanta altra gente che sostiene di discutere anche su “chi” ha popolato il nuovo mondo.

si può affermare che quasi tutti i ricercatori sono oggi concordi nel fissare il periodo dell’ultima glaciazione come la fase di inizio di varie migrazioni successive.

i primi americani erano uomini moderni del genere Homo Sapiens Sapiens, quella che oggi è la stessa razza e che ebbe origine in Africa circa 200.000 anni fa.

l’ultima glaciazione e chiamata Wisconsin e inizio circa 70.000 anni fa.

l’avanzare dei ghiacci determinò un abbassamento di mari e oceani che permise l’emersione  di terre assai vaste e rese possibile la congiunzione dell’Alaska con la Siberia e secondo gli storici questo fenomeno e successo tre volte: 40.000 anni fa, 25.000 anni fa è 10.000 anni fa.

l’avanzare di ghiacci non era uniforme: lasciava ampi corridoi nei fondovalle, liberi di essere percorsi da tribù di cacciatori che inseguivano probabilmente megateri, mastodonti, mammut ma anche cavalli, bisonti, renne e cervi.

attraversando lo Yukon queste orde di cacciatori raccoglitori penetrarono nel continente americano e si diffusero rapidamente fino alla terra del fuoco.

a partire da circa 15.000 anni fa i ghiacci cominciarono a ritirarsi e l’istmo di Bering che univa Asia e America venne sommerso completamente in un arco di tempo di circa 5000 anni.

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lo stretto di Bering nella preistoria univa Asia e America.

se la questione legata a come e quando fu popolato il continente americano è tuttora aperta, si conoscono invece assai bene le caratteristiche di quei cacciatori raccoglitori che si possono a buona ragione definire paleoinidiani, e che scorrazzavano per le grandi pianure del sud-ovest degli Stati Uniti o abitavano la valle di Tehuacàn nel sud-est del Messico intorno al X millennio A. C.

grazie agli scavi gli studiosi hanno scoperto luoghi di caccia e macellazione dove si trovano associate ossa di mammut con belle punte di selce bifacciali che presentano una profonda scanalatura verticale alla basse.

nel nord America si parte dalla cultura di Sandia, poi a quella Clovis e infine Folsom: fasi in cui gli uomini affinano sempre meglio i loro utensili di caccia.

nel Messico si sentirà parlare delle culture di Lerma, Ajuereado e Santa Izabel Iztapan.

uno studioso di preistoria detto paletnologo è oggi capace di ricavare moltissime informazioni sulla base delle caratteristiche che una certa industria su selce presenta. altre informazioni si ottengono dalla distribuzione spaziale delle ossa degli animali uccisi e macellati, dalle analisi dei micro pollini, degli eventuali resti di focolari ecc.

nelle Americhe non viene rilevato un passaggio netto tra culture paleolitica e neolitica. così come non vi fu un processo evolutivo dalla pietra alla fase dei metalli, se non in epoca molto recente e soltanto area andina.

il neolitico americano viene chiamato periodo arcaico e abbraccia il periodo che dal 6000 arriva al 3000 A. C. epoca in cui compare sulle coste pacifiche della Colombia la prima ceramica americana. occorre inoltre puntualizzare che queste date sono assai approssimative e non tutti gli studiosi concordano.

alcuni di loro infatti anticipano o posticipano di qualche centinaio di anni il periodo suddetto.

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battuta di caccia di paleoindiani al mammut.

circa 6000 anni prima di Cristo accade un fenomeno molto importante le cui cause non sono chiare anzi: si estinguono tutti i grandi mammiferi sia in nord America sia in sud America.

nel nord scompaiono le cinque specie di mammut, i grandi armadilli, il cammello, il cavallo, il mastodonte e il grande bisonte.

mentre in centro e in sud America si estinguono il mammut, il paleolama, il megaterio, tre specie di equidi, il smilodonte e il mastodonte.

 la faccenda e strana che scomparvero tutti i grandi animali in America mentre sopravvissero quelli più piccoli come gli armadilli, guanachi, cervi, tacchini, bisonti, lama ecc.

questa estinzione di animali di grossa taglia dovettero per forza cambiare il modo di vivere quei popoli che non erano più primitivi.

da adesso ci fu una maggiore attenzione e cura verso la raccolta di bacche, si pensa che anche la pesca e la caccia di animali più piccoli abbia influenzato pian piano quelle tribù che con tutta  probabilità iniziarono a spostarsi di meno e ad adattarsi a determinati ambienti la cui conoscenza andava migliorando le loro condizioni di vita.

fatto si che tra il 5000 A. C. e il 3000 A. C. si cominciarono a coltivare alcune specie di piante, a partire dalle zucche e dal mais in Messico mentre nell’area andina si domestico manioca e patata.

l’inizio del agricoltura e dell’allevamento permise un significativo sviluppo demografico e incoraggiò la vita sedentaria dei primi villaggi, posti ovviamente in posizioni strategiche sulle rive di fiumi e mari. in questa fase nasce il concetto di religione, e sono certamente primordiali sciamani quelli che diventeranno sacerdoti e sapranno creare società complesse rette da leader religiosi.    

e allora comincio un’altra fase un altro mondo che spalancava nuovi orizzonti verso il cammino dell’uomo americano incontro alla civiltà ma la sua civiltà.

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è l’agricoltura che permette al uomo di creare insediamenti grandi e stabili.

 

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