La religione Azteca

IL PANTHEON AZTECO

Ometeotl dio creatore

Amimit dio dei laghi

Atl dio dell’acqua

Atlacoya dea della siccità

Centeotl dio del mais

Coyolxauhqui dea della luna

Huitzilopochtli dio del sole

Tonatiuh dio sole

Mextli dio della guerra

Quetzalcoatl dio della arti e delle conoscenze

Tezcatlipoca dio della notte, della magia e dell’inganno

Tlaloc dio della pioggia

Tlazolteotl dea madre terra

Xipe Totec dio della rinascita dopo la morte

Xiuhtecuhtli dio del fuoco

Xolotl dio dei lampi

Cipactli mostro in sembianze di coccodrillo che abitava la terra prima della creazione

Tlahuixcalpantecuhtli era la stella del mattino ossia venere

Mictlantecuhtli re dell’mondo sotterraneo Mictlan.

huitzilopochtli
il dio del sole della guerra azteco Huitzilopochtli.
Quetzalcoatl
Quetzalcoatl il verde serpente piumato azteco.
tezcatlipoca
il gemello rivale di Quetzalcoatl il dio Tezcatlipoca.
NGS Picture ID:273788
Xipe Totec dio azteco della rinascita dopo la morte.

L’UNIVERSO NELLA COSMOLOGIA AZTECA 

Il mondo azteco era diviso in tre parti principali: il mondo terreno in cui vivevano gli uomini, un mondo sotterraneo che apparteneva ai morti e quello superiore in cielo. Quello terreno e quello sotterraneo erano entrambi aperti agli uomini, mentre in quello superiore era impossibile entrare. Il mondo azteco sotterraneo si chiamava Mictlan (“luogo dei morti”). L’esistenza era considerata a cavallo dei due mondi, in un ciclo di nascita, vita, morte e rinascita. Dal momento che si riteneva che il sole abitasse il mondo sotterraneo di notte per poi rinascere il mattino, ed il chicco di mais veniva sepolto per poi rinascere a nuova vita, così l’esistenza umana e divina era considerata ciclica. Si pensava che i mondi sotterraneo e superiore fossero stratificati. Il Mictlan aveva 9 livelli abitati da diverse divinità e da esseri mitologici. Il cielo ne aveva invece 13, il più alto dei quali era chiamato Omeyocan “luogo della dualità” e che ospitava il dio progenitore duale Ometeotl. Altri luoghi mitici erano Tlalocan, “il luogo di Tlaloc”, un luogo verde con abbondante acqua in cui abitavano le persone morte affogate, e Tamoanchan, il luogo mitico in cui ebbero origine gli dei.

Dopo la morte l’anima di un azteco sarebbe andata in uno di questi tre luoghi: Tlalocan, Mictlan ed il sole. Per i guerrieri e le donne morte durante il parto, l’aldilà prevedeva che le loro anime si trasformassero in colibrì che avrebbero seguito il sole nel suo viaggio nel cielo. Le anime delle persone morte per cause meno gloriose finivano nel Mictlan, il luogo dei morti. Gli affogati andavano presso il Tlalocan.

l'universo per gli aztechi
i tre mondi secondo gli aztechi.

 IL MITO DEI CINQUE SOLI

Dal vuoto che riempiva l’universo, il primo dio, Ometeotl, creò se stesso. Ometeotl era contemporaneamente maschio e femmina, buono e cattivo, luminoso ed oscuro, fuoco ed acqua, critico e magnanimo, il dio della dualità. Ometeotl generò quattro figli, i quattro Tezcatlipocas, ognuno dei quali presiedeva uno dei punti cardinali. Ad est c’era il Tezcatlipoca bianco, Quetzalcoatl, dio della luce, della misericordia e del vento; a sud il Tezcatlipoca blu, Huitzilopochtli, dio della guerra; ad ovest il Tezcatlipoca rosso, Xipe Totec, dio dell’oro, dell’agricoltura e della primavera; e a nord il Tezcatlipoca nero, conosciuto solo col nome Tezcatlipoca, dio del giudizio, della notte, dell’inganno, della magia e della Terra.

Furono questi quattro dei a creare tutti gli altri ed il mondo come lo conosciamo oggi, ma prima di creare dovevano distruggere. Ogni volta che provavano a creare qualcosa, il loro prodotto cadeva nell’acqua sottostante e veniva mangiato da Cipactli, l’enorme coccodrillo acquatico con fauci ad ogni articolazione. ma quando Tezcatlipoca mise piede sulla terra il coccodrillo Cipactli se lo mangio (infatti il dio Tezcatlipoca e rappresentato senza un piede) ma Quetzalcoatl trasformandosi in un serpente strozzo il coccodrillo Cipactli.  I quattro dei diedero vita al primo popolo, un’etnia di giganti. Crearono gli altri dei, i più importanti dei quali furono quelli dell’acqua: Tlaloc, dio della pioggia e della fertilità, e Acuecucyoticihuati, dea dei laghi, dei fiumi e degli oceani, ed anche dea della bellezza. Per avere la luce serviva che un dio si trasformasse in sole, e fu scelto il Tezcatlipoca nero. Forse perché aveva perso una gamba, o forse perché era il dio della notte, riuscì solo a diventare un mezzo sole. Il mondo proseguì in questo modo per qualche tempo, ma una rivalità fraterna cresceva tra Quetzalcoatl ed il fratello, il forte sole, che Quetzalcoatl mandò via dal cielo con una mazza in pietra. Senza sole il mondo si ritrovò al buio, e colmo di rabbia Tezcatlipoca ordinò ai propri giaguari di mangiare tutte le persone.

Gli dei crearono un nuovo gruppo di persone che avrebbero abitato la Terra, questa volta di dimensioni normali. Quetzalcoatl divenne il nuovo sole e gli anni passarono, gli uomini sulla Terra crebbero meno e meno civilizzati, smettendo di dimostrarsi grati con gli dei. Per questo motivo Tezcatlipoca dimostrò il proprio potere e la propria autorità e, quale dio del giudizio e della magia, trasformò gli uomini in scimmie. Quetzalcoatl, che amava gli uomini per quello che erano, si addolorò e soffiò via tutte le scimmie dalla terra con un terribile uragano. Smise quindi di fare il sole per creare un nuovo popolo.

Tlaloc divenne il nuovo sole, ma Tezcatlipoca lo sedusse e gli rubò la moglie Xochiquetzal, dea del sesso, dei fiori e del mais. Tlaloc si rifiutò quindi di fare qualsiasi cosa oltre a crogiolarsi nel proprio dolore, tanto che una grande siccità colpì il mondo. Le preghiere degli uomini che chiedevano la pioggia seccarono il sole addolorato che le rifiutò, anche se gli uomini continuarono con le loro richieste. Alla fine rispose alle preghiere con una grande tempesta di fuoco, che proseguì finché la Terra non fu tutta arsa. Gli dei costruirono una nuova Terra con la cenere rimasta.

Il nuovo sole e nuova moglie di Tlaloc fu Acuecucyoticihuati. Amava molto gli uomini, ma Tezcatlipoca la pensava diversamente. Sia gli uomini sia Acuecucyoticihuati finirono sotto il suo giudizio quando disse alla dea dell’acqua che non era vero amore, ma che la sua era falsa bontà dovuta all’egoismo di ricevere preghiere dagli uomini. Acuecucyoticihuati fu tanto colpita da queste parole che pianse sangue per i successivi 52 giorni, causando una terribile inondazione che annegò tutti gli abitanti della Terra.

Quetzalcoatl non accettò la distruzione di queste persone, ed andò nel mondo sotterraneo dove rubò le loro ossa dal dio Mictlantecuhtli. Immerse queste ossa nel proprio sangue per farli risorgere, permettendogli di rivedere un cielo illuminato ora dal nuovo sole, Huitzilopochtli, tuttora esistente.

Alcuni degli ultimi figli di Ometeotl, i Tzitzimitl, o stelle, divennero gelosi della lucentezza e dell’importanza del fratello Huitzilopochtli. Il loro capo, Coyolxauhqui, dea della luna, li guidò in un assalto al sole ed ogni notte si avvicinavano alla vittoria brillando nel cielo, ma venivano sconfitti dal potente Huitzilopochtli che poi regnava durante il giorno. Per dare una mano a questo importante dio nella sua lotta quotidiana, gli aztechi gli offrivano in pasto i sacrifici umani. Facevano gli stessi sacrifici anche a Tezcatlipoca temendone il giudizio, ed offrivano il proprio sangue a Quetzalcoatl che non voleva che uomini morissero per lui, per ringraziarlo del suo sacrificio di sangue, ed offrendo vari tipi di sacrificio a vari dei per diversi motivi. Se questi sacrifici venissero interrotti, o se l’umanità smettesse di ringraziare gli dei per qualsiasi motivo, il quinto sole diventerebbe nero, il mondo sarebbe scosso da un terremoto catastrofico, e gli Tzitzimitl ucciderebbero Huitzilopochtli e tutta l’umanità.

la pietra del sole
la pietra del sole, il calendario azteco.

SACRIFICI UMANI

Un aspetto assai celebre e cruento della cultura azteca è la pratica del sacrificio umano, che, secondo le credenze azteche, era necessario per sfamare e placare gli dei. I grandi sacerdoti si richiamavano al mito delle origini, dove si afferma che gli dei, dopo l’avvento del Quinto Sole (poiché, secondo questo popolo, il mondo era stato creato cinque volte e distrutto quattro, ogni epoca era chiamata “Sole”) si erano dovuti sacrificare gettandosi nel fuoco, così gli uomini erano tenuti a seguire il loro esempio per mantenere vivi il calore, la luce ed il movimento del sole.

Anche se il sacrificio umano era praticato attraverso tutto il Mesoamerica, i precolombiani (in base ai pochi scritti sopravvissuti fino ai giorni nostri concernenti la loro storia) portarono questa pratica ad un livello senza precedenti. Alcuni studiosi pensano che i sacrifici umani abbiano motivazioni sociologiche su base delinquenziale, perché il compimento di un crimine collettivo avrebbe maggiormente unito il popolo. In molti dipinti e bassorilievi sono visibili anche le pratiche di cannibalismo degli Aztechi. Anche gli sconfitti nelle gare di pelota, rischiavano il linciaggio e la conseguente immolazione agli dei.

Fonti degli Tlaxcalani, i principali nemici degli Aztechi ai tempi della conquista spagnola, affermano che alcuni di loro consideravano un grande onore l’essere sacrificati. Naturalmente la maggior parte delle vittime veniva uccisa con la forza (vedi sotto). In una leggenda, il guerriero Tlahuicole fu liberato dagli Aztechi, ma egli tornò indietro per morire con onore nel sacrificio rituale. I Tlaxcaltecas, del resto, praticavano a loro volta il sacrificio umano sui guerrieri aztechi catturati.

sacrifici umani aztechi
immagine di un sacrificio umano azteco dove quattro sacerdoti tenevano fermo il prigioniero e un quinto li squartava il cuore e lo offriva a Huitzilopochtli dio del sole.

Qui di seguito è riportata la descrizione di Bernal Diaz del Castillo, uno dei conquistadores che assistette, impotente, al sacrificio dei compagni durante l’assedio di Tenochtitlan. Che la cosa avvenisse, più o meno, nel modo sotto descritto è confermato dai molti rilievi e dipinti che si trovano sia nei musei che nelle piramidi.

« Vennero suonati il cupo tamburo di Huichilobos e molte altre buccine e corni e strumenti come trombe, e il frastuono era terrificante. Tutti noi guardammo in direzione della grande Piramide, da dove giungeva il suono e vedemmo che i nostri compagni, catturati quando era stato sconfitto Cortés, venivano portati a forza su per i gradini per essere sacrificati. Quando li ebbero portati sulla piccola piazza, davanti al santuario dove sono custoditi i loro maledetti idoli, vedemmo che ponevano piume sulle teste di molti di loro, e ventagli nelle loro mani; e li costrinsero a danzare davanti a Hiuchilobos, e dopo che ebbero danzato, immediatamente li stesero riversi su pietre piuttosto strette preparate per il sacrificio, e con coltelli di pietra squarciarono loro il petto ed estrassero i cuori palpitanti e li offrirono agli idoli che stavano là. Quindi a calci gettarono i corpi giù per la gradinata e i macellai indios che li attendevano là sotto tagliarono le braccia e i piedi e scuoiarono la pelle dei volti e quindi la prepararono come fosse pelle da guanti, con le barbe, e la conservarono per le loro feste. Allo stesso modo sacrificarono tutti gli altri e mangiarono le gambe e le braccia e offrirono agli idoli i cuori e il sangue. »

I coltelli descritti come “di pietra” erano di ossidiana, estremamente taglienti ma fragili. Anche le loro armi erano fatte essenzialmente di questo materiale, che non poté competere con le leghe dei conquistadores. Prima degli Aztechi, i toltechi, tra il 950 e il 1150 d.C. sacrificavano bambini alla divinità della pioggia, tlaloc. I prescelti erano i bambini che piangevano di più, in segno di gradimento a Tlaloc, ai quali venivano incise le vertebre.

Molti interrogativi sono spesso posti circa la rapidissima conversione avvenuta verso il cristianesimo. Con le modalità interpretative del cristianesimo attuale può risultare assai difficile concepire un rapido avvicinamento sincretico fra la religione precolombiana e appunto il cristianesimo.

Tuttavia, relativizzando la descrizione dei fatti e della teologia all’epoca de “la conquista”, può essere osservata la vicinanza e facilità di accettazione da parte di popoli abituati al sacrificio umano verso la religione cristiana la quale proponeva dopotutto un redentore che invitando prima i suoi accoliti a riunirsi dopo la sua morte per consumare il di lui corpo e sangue, otteneva il perdono divino su tutta l’umanità attraverso il suo proprio sacrificio compiuto in un rituale che comportava la martirizzatone, lo squarcio del petto e la dispersione del sangue per resuscitare infine e ricongiungersi alle divinità.

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i sacrifici umani come quello qui raffigurato era per gli aztechi un atto religioso necessario ad alimentare il dio del sole Huitzilopochtli, che secondo le loro leggende si nutriva di sangue. 

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