La religione inca

IL PANTHEON DEGLI INCA

Pachacamac- dio creatore dell’universo il suo nome significa colui che ha creato la terra.

Viracochadiola divinità creatrice del sole, della luna e delle stelle, il dio che aveva plasmato i primi uomini nell’argilla. Era adorato in due templi: il primo Quishuarcancha si trovava nel Cuzco, il secondo, Cancha era situato presso Urcos. le immagine era riprodotta in una statua d’oro con le sembianze di un bambino di dieci anni che teneva un braccio alzato in una posa benedicente. Il suo culto entrò spesso in conflitto con quello del Sole e fu spesso una causa di dissapori anche violenti tra i sovrani Inca e il potere sacerdotale.

Inti– Dato che la religione inca era basata sulla natura, il sole era forse l’elemento più importante della vita perché procurava calore e luce. Inti infatti era anche conosciuto come “il generatore di vita”. Era venerato soprattutto dai contadini che confidavano nel sole per ottenere un buon raccolto. Benché fosse il secondo dio più venerato dopo Viracocha, egli riceveva il più grande numero di offerte.

Apu- dio delle montagne

Mama Coca- dea della saluta e della felicità

Kondio della pioggia e del vento figlio di Inti e di mama Quilla

Mama Quilladea della luna e sposa di Inti

Supaydio della morte

Copacatidea dei laghi

Catequil- dio dei tuoni

le Huaca (idoli sacri inca) Poteva trattarsi di luoghi naturali, quali fonti o sorgenti, come pure di montagne particolarmente imponenti.

Erano huaca alcuni templi e gli idoli in essi racchiusi, le spoglie degli antenati, le offerte rituali e i loro resti in quanto considerate trascendenti la natura terrena perché giunti a contatto con la divinità.

Due carceri, ripiene di animali selvaggi, che erano usate a Cuzco  per una sorta di ordalia a cui dovevano sottoporsi i prigionieri di guerra, erano anch’esse considerate huaca.

Erano infine stimate huaca tutte le forme inusitate o mostruose con cui si manifestava la natura: fossero esse pietre di un disegno particolare o animali di aspetto non conforme agli standard abituali. Gli antichi inca ritenevano infatti che tali aberrazioni stessero ad indicare la volontà, della forza superiore che reggeva il creato, di distinguere tali forme.

alle Huaca si consacravano pietre e si sacrificavano lama ma sopratutto bambini.

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Viracocha dio padre del sole e della luna.

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Inti dio del sole figlio di Viracocha e marito di mama Quilla.

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Pachacamac dio supremo.

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statuetta di mama Quilla dea della luna sposa di Inti dio del sole.

L’UNIVERSO SECONDO GLI INCA

gli inca credevano che il mondo era composto da tre livelli:

Hanan Pacha significa “sopra mondo” dove risiedevano gli dei 

kay pacha il mondo dove vivevano gli esseri umani

uku Pacha significa “sotto mondo” dove risiedono i morti

SACRIFICI UMANI DEGLI INCA

Il Capacocha era la pratica inca del sacrificio umano, effettuato soprattutto tramite l’uso di bambini.

Gli Inca eseguivano sacrifici di bambini durante o dopo importanti eventi, quali la morte del sapa inca (sovrano) o durante una carestia. Come vittime sacrificali sceglievano bambini fisicamente perfetti, perché costoro erano la migliore offerta agli dei. Li facevano vestire con abiti preziosi e gioielleria, scortandoli a Cuzco dove avrebbero incontrato il re e partecipato ad una festa in loro onore. A questo punto gli alti sacerdoti portavano le vittime sulle cime dei monti per il sacrificio. Facevano bere ai bambini una bevanda inebriante per minimizzare dolore, paura e resistenza, quindi li uccidevano per strangolamento, colpendoli alla testa, o lasciando che perdessero conoscenza per il freddo estremo morendo assiderati. I primi missionari spagnoli coloniali parlarono di questa pratica, ma solo recentemente gli archeologi come Johan Reinhard hanno iniziato a ritrovare i corpi delle vittime sulle vette delle Ande, naturalmente mummificati grazie alle condizioni asciutte di quell’ambiente.

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corpo di una bambina congelata trovata sulle Ande, vittima dei sacrifici umani inca.

LEGGENDA E MITI SU INTI DIO DEL SOLE.

Inti e sua moglie la dea della terra, erano generalmente considerati come divinità benevole; secondo un’altra versione, invece, la moglie di Inti sarebbe stata Mama Quilla, sua sorella e dea della Luna.

Secondo un antico mito Inca, Inti avrebbe insegnato a suo figlio Manco Capac e a sua moglie Mama Ocllo le arti della civilizzazione ed essi avrebbero tramandato questa conoscenza a tutta l’umanità Un’altra leggenda, però, narrava che Manco Cápac era il figlio di Viracocha che creo i primi uomini dalla roccia.

Inti ordinò ai suoi figli di costruire la capitale dell’impero inca dove un bastone d’oro d’origine divina, che essi portavano con loro, sarebbe caduto a terra. Gli Inca credevano che questo fosse successo a Cuzco. I sovrani inca erano considerati i rappresentanti viventi di Inti.

Inti era anche conosciuto come Apu Punchau, che significa “Signore del giorno”. Era rappresentato come un disco dorato con le sembianze umane. Uno di questo grandi dischi dorati fu rubato dai conquistadores  spagnoli nel 1571 e fu mandato al papa via Spagna. Da allora è andato perduto.

INTI RAIMI LA FESTA DEL DIO DEL SOLE INCA.

Rappresentazione di un Inti Raimi nel disegno di Felipe Guaman Poma de Ayala

La festività dell’Inti raimi, celebrata in onore del dio del sole, attrae adesso centinaia di turisti ogni anno a Cuzco, l’antica capitale del Tahuantinsuyu.

Questa festa in onore di Inti si teneva durante il solstizio d’inverno, che nell’Impero inca era celebrato intorno al 24 giugno. L’Inti Raimi si teneva a Cuzco e vi partecipavano le quattro nazioni del Tahuantinsuyu. In Quechua la lingua inca Inti Raimi significa “resurrezione del sole”. I capi militari, i governanti, gli ufficiali e i sudditi che vi partecipavano indossavano i loro migliori abiti e portavano le loro migliori armi e i loro strumenti musicali più belli.

I preparativi per la festa dell’Inti Raimi iniziavano con un digiuno di tre giorni, durante i quali non c’era neppure l’illuminazione del fuoco e le persone non potevano avere rapporti sessuali.

La festa vera e propria avveniva dopo nove giorni, e durante questo periodo le persone consumavano una grande quantità di cibo e di bevande. Venivano celebrati molti sacrifici, come pure erano stati effettuati durante il primo giorno. Dopo il nono giorno ognuno, con il permesso del sovrano, poteva tornare alle proprie case.

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 ancora oggi viene celebrato l’Inti raimi la festa del dio del sole Inti.

COME VIRACOCHA CREO I PRIMI UMANI.

Secondo questi racconti, nei tempi antichi la terra era immersa nell’oscurità. Allora, da un lago chiamato Collasuyu (adesso Titicaca), emerse il dio  Viracocha, portando con sé alcuni esseri umani. Allora Con Viracocha creò il sole (Inti), la luna e le stelle per illuminare il mondo.
È proprio da Inti che il Sapa Inca discende. Al di fuori delle grandi caverne Con Viracocha modellò numerosi esseri umani, incluse alcune donne che erano già incinte. Allora egli mandò fuori queste persone in ogni angolo del mondo.
Tenne però con sé un uomo e una donna a Cusco, l’“ombelico del mondo”.
Con, il creatore, aveva forma umana ma era senza ossa. Egli riempì la terra con cose buone per sopperire ai bisogni dei primi esseri umani.
Le persone, però, dimenticarono il dio Con e si ribellarono. Così egli li punì smettendo di mandare la pioggia. La gente allora fu costretta a lavorare duramente arrangiandosi con la poca acqua che poteva trovare nei rigagnoli rimasti. Allora si affermò una nuova divinità, Pachacamac, che cacciò Con e trasformò le persone da lui create in scimmie.
Pachachamac poi si impossessò della Terra e creò gli antenati del genere umano.
Il fondatore della prima dinastia dei sovrani di Cusco fu Manco Capac. Secondo una leggenda egli emerse dalle profondità del lago Titicaca grazie al dio del sole Inti.
Un’altra versione della storia sosteneva che egli fosse il figlio di Tici Viracocha. In uno dei due miti Manco Capac era il fratello di Pachacamac ed entrambi erano figli del dio del sole Inti, conosciuto anche con il nome di Apu Punchau. Lo stesso Manco Capac veniva onorato come un dio del fuoco o del sole.
Secondo la leggenda di Inti, Manco Capac e i suoi fratelli di madre erano stati mandati sulla terra dal dio del sole ed erano fuoriusciti da una caverna del Pacaritambo portando un bastone dorato chiamato tapac-yauri. Essi dovevano creare un Tempio del Sole nel luogo dove il bastone sarebbe affondato dentro la terra. Essi viaggiarono fino a Cusco lungo gallerie sotterranee e finalmente trovarono il luogo adatto per costruire il tempio in onore del dio del sole Inti, loro padre. Durante il viaggio uno dei fratelli di Manco Capac e forse anche una delle sue sorelle vennero tramutati in pietre sacre (huaca). In un’altra versione di questa leggenda, invece di apparire da una caverna a Cusco, i fratelli sarebbero emersi dalle acque del lago Titicaca.
Secondo la leggenda di Tici Virachocha, invece, Manco Capac era il figlio di Tici Viracocha: egli e i suoi fratelli (Ayar Anca, Ayar Cachi e Ayar Uchu) e sorelle (Mama Ocllo, Mama Huaco, Mama Raua e Mama Cura) vivevano vicino Cusco, presso Pacari-Tampu (oggi Pacaritambo, a 25 km a sud di Cusco). Una volta formato un popolo piuttosto numeroso riunito in dieci ayllu essi tentarono di assoggettare le tribù della valle di Cusco. Questa leggenda comprende inoltre il bastone d’oro, sostenendo che questo era stato dato a Manco Capac da suo padre.
La leggende inoltre narra che il giovane Manco avrebbe ucciso i suoi fratelli più grandi diventando così l’unico governante di Cusco.

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immagine di Viracocha nella porta del sole a Tiahuanaco in Bolivia significa che il dio Viracocha fu adorato anche dalle civiltà preincaiche. 

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